Poichè ultimamente anche in Italia si avvertono sempre più segnali anomali non identificati, ho pensato di aprire questa discussione per parlare di radio street e radio pirata, non tanto in ambito tecnico, quanto per avere un quadro chiaro di come, dove e da quando si manifesta il fenomeno radio street e radio pirata in italia e nel mondo...
Il fenomeno radio street e radio pirata, credo OGGI possa essere simile a ciò che succedeva prima del '75 con i "pionieri" che cercavano di sciogliere il monopolio RAI rischiando grosso... E per uno giovane come me che non ha vissuto certe esperienze in quegli anni, ma anche per chi le ha vissute, credo sia interessante parlare di com'era allora e di come si sta muovendo questo fenomeno oggi in Sardegna e non solo...
Sarebbe bello elencare radio street e radio pirara esistite o esistenti in Italia ma non solo e confrontare come si manifesta il fenomeno con il resto dell'Italia e del mondo...
Iniziamo con Londra, una delle città capitali d'Europa in cui la radio ha fatto storia con grosse emittenti come Capital radio, Virgin e non solo la BBC... Lì il fenomeno radio pirata, nonostante le leggi severe britanniche, è diffusissimo e pare sia anche abbastanza tollerato...
Guardate voi stessi il link sottostante...
http://www.transmissionzero.co.uk/radio/london-pirate-radio/ Ed eccovi anche una realtà pirata italiana esistente dal 2003...
Preso da:
http://www.alternapoli.com/v2/articolo.asp?ida=295&idsez=3 "I pirati dell'etere: Radiolina
di Caterina Piscitelli
104.95. No, non è una media universitaria a ridosso di una tesi di laurea.
E’ una frequenza dell’etere napoletano.
E’ Radiolina, una radio pirata che nasce quasi 3 anni fa all’interno dello spazio auto-gestito Officina 99, e che trasmette, attualmente, 24h su 24h in gran parte della città e non solo.
Si presenta “leggera”, a partire dalla sua comunicazione sul sito (www1.autistici.org/radiolina/): logo, testi colloquiali e colori lasciano subito percepire Radiolina come una radio giovane, indipendente e libera, come effettivamente il suo palinsesto ci propone.
Dal Lunedì al Sabato vengono, infatti, trasmessi programmi e approfondimenti con temi di natura sociale, (stamattina ad esempio mi è capitata una discussione sull’utilizzo dei topolini nei laboratori di ricerca medica), trasmissioni musicali che danno spazio a auto-produzioni e a generi di solito snobbati dai normali canali di comunicazione, dal reggae old style di "Wicked OnDa System" fino alla neonata "Babba' Meccanico" che esplora il campo della musica elettronica e di tutta la cultura che l'accompagna nei rave, passando per "Korova Milk Bar" (rock e altro), "Coisa Nostra" (musicabrasiliana), "Massimo rispetto sound boyz" (reggae e dintorni), "Vorrei essere libero" con approfondimenti su generi differenti settimana dopo settimana e "Kick out the Jam" spazio autogestito dal collettivo NoSiae GetUpKids.
Ma la vera peculiarità di Radiolina è costituita dai suoi collaboratori, che si fanno chiamare pirati e non incarnano una redazione, ma un collettivo: ovvero, linea mediatica e decisioni vengono prese collettivamente.
I cosiddetti “Pirati” sono persone che circolano negli ambienti dei centri sociali e nei vari collettivi che operano a Napoli, e sono quelli che incarnano appieno il senso dell’esistenza stessa di Radiolina: "RadioLina e' nata come un progetto di attivisti che già da tempo lavoravano nel campo della comunicazione indipendente.
Nasce per dimostrare che con pochi mezzi e' possibile scardinare l'attuale sistema di informazione completamente omologato e appiattito, provando a portare in etere quei contenuti che è scomodo far ascoltare. Il nostro obiettivo/sogno e' quello di veder nascere tante radiolina che riescano a coprire porzioni sempre più grandi di territorio", ci spiega uno dei responsabili del progetto.
Ed, infatti, un piccolo passo verso questo sogno è stato fatto attraverso la creazione della R.a.r.i.c.a, una piccola rete di radio indipendenti che mette insieme Radiolina, RadioAzioni (radio in streaming che trasmette dall'università Orientale) RadioTana (radio del collettivo Tana di Aversa) e infine RadioGiase(dal centro sociale Tempo rosso di Pignataro Maggiore).
Voci fuori dal coro dunque, che speriamo non vengano zittite, quantomeno per garantire quel pluralismo di cui tanto si parla."
Concludo con una considerazione personale... La sopra citata Radiolina di Napoli è segno che c'è modo e modo di fare i "pirati dell'etere"... Chi lo fa per creare interferenze o usi commerciali senza licenze sparando potenze elevate, è giusto venga bloccato per rispetto dei concessionari, ma chi lo fa senza disturbare... Viene lasciato vivere... (credete che il Ministero non sa di questa radio???)...
Fatto sta che una regolamentazione a favore di radio autogestite a carattere sociale, o anche di sola diffusione musicale, su porzioni di frequenze libere e che non possano recare disturbi... Credo sarebbe atttuabile e utile per le piccole associazioni culturali, università o semplicemente giovani che vogliano avvicinarsi al mondo della radio creandosene una da zero... Ma sempre nel rispetto altrui e delle frequenze concessionarie rientrando nei parametri tecnici indispensabili a non recare disturbi.