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Autore Topic: Fenomeno radio street e radio pirata.... Cosa ne pensate???  (Letto 1176 volte)
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TechnoMax
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ORBAN E' IL TOP, MA OMNIA 6 NON SCHERZA :D


« il: Sabato 22 Agosto 2009, 04:20 »

Poichè ultimamente anche in Italia si avvertono sempre più segnali anomali non identificati, ho pensato di aprire questa discussione per parlare di radio street e radio pirata, non tanto in ambito tecnico, quanto per avere un quadro chiaro di come, dove e da quando si manifesta il fenomeno radio street e radio pirata in italia e nel mondo...

Il fenomeno radio street e radio pirata, credo OGGI possa essere simile a ciò che succedeva prima del '75 con i "pionieri" che cercavano di sciogliere il monopolio RAI rischiando grosso... E per uno giovane come me che non ha vissuto certe esperienze in quegli anni, ma anche per chi le ha vissute, credo sia interessante parlare di com'era allora e di come si sta muovendo questo fenomeno oggi in Sardegna e non solo...

Sarebbe bello elencare radio street e radio pirara esistite o esistenti in Italia ma non solo e confrontare come si manifesta il fenomeno con il resto dell'Italia e del mondo...

Iniziamo con Londra, una delle città capitali d'Europa in cui la radio ha fatto storia con grosse emittenti come Capital radio, Virgin e non solo la BBC... Lì il fenomeno radio pirata, nonostante le leggi severe britanniche, è diffusissimo e pare sia anche abbastanza tollerato...

Guardate voi stessi il link sottostante...

http://www.transmissionzero.co.uk/radio/london-pirate-radio/

Ed eccovi anche una realtà pirata italiana esistente dal 2003...
Preso da: http://www.alternapoli.com/v2/articolo.asp?ida=295&idsez=3

"I pirati dell'etere: Radiolina

di Caterina Piscitelli

104.95. No, non è una media universitaria a ridosso di una tesi di laurea.
E’ una frequenza dell’etere napoletano.

E’ Radiolina, una radio pirata che nasce quasi 3 anni fa all’interno dello spazio auto-gestito Officina 99, e che trasmette, attualmente, 24h su 24h in gran parte della città e non solo.
Si presenta “leggera”, a partire dalla sua comunicazione sul sito (www1.autistici.org/radiolina/): logo, testi colloquiali e colori lasciano subito percepire Radiolina come una radio giovane, indipendente e libera, come effettivamente il suo palinsesto ci propone.

Dal Lunedì al Sabato vengono, infatti, trasmessi programmi e approfondimenti con temi di natura sociale, (stamattina ad esempio mi è capitata una discussione sull’utilizzo dei topolini nei laboratori di ricerca medica), trasmissioni musicali che danno spazio a auto-produzioni e a generi di solito snobbati dai normali canali di comunicazione, dal reggae old style di "Wicked OnDa System" fino alla neonata "Babba' Meccanico" che esplora il campo della musica elettronica e di tutta la cultura che l'accompagna nei rave, passando per "Korova Milk Bar" (rock e altro), "Coisa Nostra" (musicabrasiliana), "Massimo rispetto sound boyz" (reggae e dintorni), "Vorrei essere libero" con approfondimenti su generi differenti settimana dopo settimana e "Kick out the Jam" spazio autogestito dal collettivo NoSiae GetUpKids.

Ma la vera peculiarità di Radiolina è costituita dai suoi collaboratori, che si fanno chiamare pirati e non incarnano una redazione, ma un collettivo: ovvero, linea mediatica e decisioni vengono prese collettivamente.

I cosiddetti “Pirati” sono persone che circolano negli ambienti dei centri sociali e nei vari collettivi che operano a Napoli, e sono quelli che incarnano appieno il senso dell’esistenza stessa di Radiolina: "RadioLina e' nata come un progetto di attivisti che già da tempo lavoravano nel campo della comunicazione indipendente.
Nasce per dimostrare che con pochi mezzi e' possibile scardinare l'attuale sistema di informazione completamente omologato e appiattito, provando a portare in etere quei contenuti che è scomodo far ascoltare. Il nostro obiettivo/sogno e' quello di veder nascere tante radiolina che riescano a coprire porzioni sempre più grandi di territorio", ci spiega uno dei responsabili del progetto.

Ed, infatti, un piccolo passo verso questo sogno è stato fatto attraverso la creazione della R.a.r.i.c.a, una piccola rete di radio indipendenti che mette insieme Radiolina, RadioAzioni (radio in streaming che trasmette dall'università Orientale) RadioTana (radio del collettivo Tana di Aversa) e infine RadioGiase(dal centro sociale Tempo rosso di Pignataro Maggiore).
Voci fuori dal coro dunque, che speriamo non vengano zittite, quantomeno per garantire quel pluralismo di cui tanto si parla."

Concludo con una considerazione personale... La sopra citata Radiolina di Napoli è segno che c'è modo e modo di fare i "pirati dell'etere"... Chi lo fa per creare interferenze o usi commerciali senza licenze sparando potenze elevate, è giusto venga bloccato per rispetto dei concessionari, ma chi lo fa senza disturbare... Viene lasciato vivere... (credete che il Ministero non sa di questa radio???)...
Fatto sta che una regolamentazione a favore di radio autogestite a carattere sociale, o anche di sola diffusione musicale, su porzioni di frequenze libere e che non possano recare disturbi... Credo sarebbe atttuabile e utile per le piccole associazioni culturali, università o semplicemente giovani che vogliano avvicinarsi al mondo della radio creandosene una da zero... Ma sempre nel rispetto altrui e delle frequenze concessionarie rientrando nei parametri tecnici indispensabili a non recare disturbi.
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LuK
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Radio Power FM


« Risposta #1 il: Sabato 22 Agosto 2009, 10:20 »

Forse non sarò diplomatico, come il mio ruolo di moderatore richiederebbe, ma sentir paragonare il "fenomeno" street-radio (almeno quello nostrano) con il fermento antimonopolista degli anni '70, mi fa rabbrividire. Non sarò obiettivo, visto che i "pirati" di oggi fanno tutti capo ai centri a-sociali (da me invisi, senza se e senza ma) ma, personalmente spero che questi DELINQUENTI con il vizietto della "comunicazione indipendente" (da cosa poi?) e dalla spranga facile, siano presto chiamati a gestire le loro "radio" nelle patrie galere, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti i piccoli editori (via etere e/o web) che si fanno un mazzo tanto per cercare di sopravvivere nella legalità! Arrabbiato
« Ultima modifica: Sabato 22 Agosto 2009, 10:22 da LuK » Loggato
vigò
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« Risposta #2 il: Sabato 22 Agosto 2009, 11:59 »

Caro LuK, secondo me il paragone ci stà tutto,
e chi ti parla è uno che quei mitici anni li ha vissuti in prima persona,
e ancora oggi faccio quel lavoro , nonostante gli attacchi quasi giornalieri di tutti i "pirati"
legalizzati  di oggi(reti network amministrazioni enti associazioni e maghi e ballerine) che
popolano il nostro  quotidiano.
....si perso proprio che il paragone possa starci... anche se avolte non condivisibili politicamente o nel modo...

Vigò
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LuK
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Radio Power FM


« Risposta #3 il: Domenica 23 Agosto 2009, 00:23 »

Caro LuK, secondo me il paragone ci stà tutto,
e chi ti parla è uno che quei mitici anni li ha vissuti in prima persona, [...]
Premesso che tutte le opinioni hanno pari dignità, io (che come te ho vissuto, e rimpiango, gli anni pionieristici della radio privata italiana) non trovo nessuna analogia fra le street-radio (o pirate-radio) FM di oggi e i primi tentativi di rompere il monopolio RAI di metà anni '70. Allora a spingere noi ragazzi nella direzione di crearsi un'emittente radio in cantina era principalmente la voglia di impossessarsi della banda FM (praticamente inutilizzata, fino ad allora), scimiottando le varie Radio Luxembourg, Montecarlo o Veronica, sfruttando le poche conoscenze tecniche da smanettoni che avevamo, per dare sfogo ad un irrefrenabile desiderio di cavalcare questo mezzo meraviglioso che era (ed è) la radio. Non a caso, i primi vagiti "liberi" dell'etere, furono emessi da radiomatori e/o hobbisti dell'elettronica. Io conosco bene la storia dell'emittenza privata della mia città (Milano) e ricordo con nostalgia il periodo nel quale bastava un kit di Nuova Elettronica modificato ed un filo di rame per sentirsi degli imprenditori radiofonici. Non dimentichiamoci, inoltre, che le prime emittenti private non erano fuorilegge (come sentenziò la pretura, per la vicenda di Radio Milano International), legittimate a trasmettere in virtù di un palese vuoto legislativo, in materia. Eravamo esploratori, un po' incoscienti, di un pianeta straordinario, testimoni inconsapevoli, ed allo stesso tempo protagonisti, di un cambiamento epocale che avrebbe influenzato la vita di milioni di persone, nel bene e nel male, sconvolgendo gli equilibri (ingessati) della paludata radiotelevisione di stato. Niente di tutto questo è presente nelle radio dei "collettivi", che hanno il solo scopo di diffondere un (secondo me, aberrante) credo politico, con il solo metodo conosciuto da certi "sprangatori di professione", ovvero l'illegalità. Mi spiace, ma proprio non riesco a trovare niente di positivo in questo pseudo-movimento, del quale penso tutto il male possibile. Personalmente, trovo molto più dell'ingenuo spirito poetico che caratterizzava gli albori della radiofonia privata italiana, nelle personal Web-Radio che popolano quell'universo parallelo che è la rete. Al limite della legalità, forse, ma perlomeno animate dalla sola passione e non da (inconfessabili?) secondi fini.  Sorriso

P.S. Mi piacerebbe sentire il parere di Davide (autotre di uno splendido libro sull'argomento) a riguardo!  Occhiolino
« Ultima modifica: Domenica 23 Agosto 2009, 10:48 da LuK » Loggato
John
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« Risposta #4 il: Domenica 23 Agosto 2009, 14:17 »

...avevo 15 anni nel 1975, quando le radio libere (allora si chiamavano così) hanno iniziato a spuntar come funghi. Era elettrizzante ascoltarle ed ancor di più farne parte... allora (per parafrasare il vasco nazionale) eran vere anche le utopie! Era tutto un mondo nuovo, un vortice di situazioni, emozioni forti sulle onde hertziane, un mondo tutto da scoprire, da vivere con un'entusiasmo che dire alle stelle è ancora poco... personalmente ero appassionato di elettronica e so bene cosa voleva dire metter le mani su un kit di nuova elettronica... quanti soldi e tempo ci ho speso per costruirmi mille circuiti, scatolotti ed affini per la gioia di sentir sulla "scatola magica" (la radio FM) una musica trasmessa in aria da qualcosa che avevo costruito e mi dava emozione. La fortuna (o la tenacia e l'incoscienza, contro tutte le logiche del tempo) di entrare bene o male in una vera radio libera, è stato per me cibo irrinunciabile, ...ero "vorace" di tutto quello che era quel mondo... dal trasmettitore al giradischi, il mixer, i dischi, l'antenna, i cavi, di tutto e di più. Ore ed ore in sede per cercar di (divertendomi) carpire tutti i segreti, fino al più insignificante. Credo di esser d'accordo con LUK quando dice che non ha niente a che fare questo fenomeno attuale, con quella che è stata l'epopea della FM italiana. E' verissimo il fatto che a crear le prime radio sono stati gli appassionati radioamatori e tecnici, esperti di elettronica, così come è vero che anch'io vedo, in quelli che oggi fra mille difficoltà e problematiche, fanno la web radio per passione, investendo soldi senza speranza di guadagni, alcune affinità con quel mondo che per fortuna o purtroppo ho vissuto dandogli sempre il 110% di me stesso. Forse un giorno vedranno premiata (come è accaduto a qualcuno di noi con l' FM) la loro tenacia e perseveranza, o forse non saranno così fortunati (?) ...lo vedremo noi tutti, nei prossimi anni, quando quella che oggi è la radiofonia che conosciamo e viviamo, forse sarà stata spazzata via dalla politica e dalle nuove tecnologie, ma per favore... lasciamo fuori le street radio e le radio pirata che nulla hanno a che vedere con quel periodo e ciò che è stato.
« Ultima modifica: Domenica 23 Agosto 2009, 16:05 da John » Loggato
il capitano
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RADIO killed the VIDEO star!!


« Risposta #5 il: Domenica 23 Agosto 2009, 22:37 »

Per una settimana ho staccato la spina del mio trasmettitore celebrale per dedicarmi completamente all'ozio, anche se non ho resistito durante la mia breve vacanza a qualche momento di ascolto delle radio locali del luogo dove mi trovavo...Augurando a tutti un buon ritorno alla picevole frenesia quotidiana che il nosro lavoro comporta (molti non si sono mai fermati) concordo pienamente con le opinioni di Luk e John in merito all'argomento trattato nella discussione in corso.
Un conto e la viscerale passione che ognuno di noi ha messo e mette nello svolgere il mestire della radio, non solo un mezzo per comunicare idee, che nel caso di molte street radio sono POLITICHE (anche se ne ho sentita una in Brianza musicale), ma nel nostro caso e una vera e propria ragione di vita, una drogha da cui e difficile disintossicarsi, un lavoro che ci fà gioire se riceviamo una telefonata di complimenti, incazzare quando sentiamo un buco in onda o peggio se il segnale e interferito (cosa rara in italia Grossa risata)
Non discuto della buona fede di qualcuno che forse proprio rimpiangendo gli anni passati si e messo a giocare con l'fm, forse icosciente del fatto che provoca un danno, ma sono convinto che molti siano manovrati da idee politiche deviate che predicano la totale anarchia e il totale non rispetto delle regole.
« Ultima modifica: Domenica 23 Agosto 2009, 22:43 da il capitano » Loggato
RADIOSTAR
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W questo FORUM!!!


« Risposta #6 il: Lunedì 24 Agosto 2009, 13:00 »

Salve a tutti...volevo dire la mia:
io penso, ma è solo una mia idea, che una buona parte di quelli che fanno la radio come lavoro siano "un po' matti, un po malati e soprattutto molto innammorati di questo lavoro"
Voglio dire che in una situazione radiofonica come quella italiana dove tutti i politici in tv portano al settimo cielo le radio locali, e poi in sede legislativa le ammazzano, dove i network fanno praticamente cio' che vogliono alla faccia di tutti, solo una persona con le caratteristiche di cui sopra puo' resistere ed andare avanti.
Nonostante tutto per nulla al mondo venderei la radio, o smetterei di fare questo lavoro, ma questo è quello che penso ora, sono sicuro che prima o poi ad uno ad uno noi piccoli dovremo mollare perche' saremo "LEGALMENTE COSTRETTI A FARLO".
Sulle Street radio, o radio Pirata che dire, ci sono delle regole sulla radiofonia in Italia, secodo me per l'80% sbagliate, ma come tutte le leggi vanno comunque rispettate, e chi fa una radio senza le dovute autorizzazioni  commette un reato, e come tale è da perseguire...nel 75 era tutta un'altra storia, non c'erano leggi, e dopo la sentenza della corte l'errore è' stato ancora una volta politico, in quanto non si doveva aspettare a fare la legge (vedi Mammi) dopo 15 anni di far west.

Ramacciotti Valerio un pazzo innamorato della radio.
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RADIO killed the VIDEO star!!


« Risposta #7 il: Lunedì 24 Agosto 2009, 16:27 »

Sui non autorizzati và precisata una cosa...non sempre si tratta di street radio o radio pirata, spesso ad avere fatto un uso inproprio e di occupazione inlegittima di frequenze anche negli ultimi tempi monopolizzando il sistema, sono stati proprio alcuni grossi network, e non con piccoli ed innoqui impianti (si fà per dire ovviamente) ma spesso con grosse potenze su postazioni di tutto riguarado! Poi come si diceva ci si mettono anche le leggi ed ora le street radio...e noi ? Mettiamoci una mano dietro per ripararci... :'( :'( :'(
« Ultima modifica: Lunedì 24 Agosto 2009, 16:29 da il capitano » Loggato
John
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« Risposta #8 il: Martedì 25 Agosto 2009, 08:36 »

Sui non autorizzati và precisata una cosa...non sempre si tratta di street radio o radio pirata, spesso ad avere fatto un uso inproprio e di occupazione inlegittima di frequenze anche negli ultimi tempi monopolizzando il sistema, sono stati proprio alcuni grossi network, e non con piccoli ed innoqui impianti (si fà per dire ovviamente) ma spesso con grosse potenze su postazioni di tutto riguarado! Poi come si diceva ci si mettono anche le leggi ed ora le street radio...e noi ? Mettiamoci una mano dietro per ripararci... :'( :'( :'(

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